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Come scegliere i prodotti, da mettere sulla tavola, per le feste di natale?

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pranzo di nataleA natale puoi…
…mangiare anche meglio!

Inutile ricordare le innumerevoli pietanze che a natale, colorano le nostre tavole e deliziano i nostri palati, ormai da generazioni.
Nonostante le differenze che ci sono, da nord a sud; c’e’ chi preferisce festeggiare a cappone ripieno, chi non rinuncia a cappelletti o agnolotti in brodo, e chi invece “sguazza” con l’anguilla…insomma, anche se con qualche differenza, ci sono alcuni prodotti che invece sono in grado di uniformare il natale in un unica grande festa, alimenti che infatti vengono prodotti tutti gli anni e distribuiti in grande quantità (forse troppa) su tutto il territorio nazionale…pensateci…riuscireste ad immaginare un natale senza pandoro, panettone, oppure senza spumante per il brindisi finale e frutta secca??
Probabilmente chi ci riesce, o è vegano, o e’ un emarginato..e “i maligni” li definirebbero uno, sinonimo dell’altro…
Ma tornando ai fedeli della tradizione, come scelgono i prodotti da portare sulle loro tavole natalizie? Come capire se il cotechino che stiamo comprando è di qualità? Cosa si nasconde negli ingredienti di un pandoro? Come e’ possibile comprare buon caviale senza fregature?
Ecco fatto!
Le istruzioni che seguiranno, vogliono essere una guida per poter riconoscere e scegliere gli alimenti di qualità da mettere sulle vostre tavole natalizie, per trascorrere un natale goloso, senza fregature.

zamponeCotechino e zampone: L’impasto del cotechino e dello zampone e’ pressoché lo stesso, tranne che nel cotechino è presente anche in buona parte la cotenna del maiale, la differenza sostanziale sta nell’involucro che per il cotechino è semplice budello (naturale o industriale), mentre nello zampone, l’impasto viene inserito direttamente nella “zampa” del maiale opportunamente svuotata.Meglio optare per un prodotto fresco artigianale fatto in macelleria, dove spesso è limitato l’uso di conservanti ed infatti dura al max 15 giorni rispetto ai 15 mesi di quello industriale… Inoltre controllate l’etichetta, deve esser utilizzato puro suino, non devono esser presenti farine o latticini, ne’ possibilmente il glutammato, poiché entrambi, sono indici di una mediocre qualità della carne utilizzata nell’impasto. Inoltre dopo la cottura, un buon cotechino mantiene la sua consistenza e si sgrana facilmente, ed il colore deve tendere al marroncino e non deve avere toni rosso acceso, perche altrimenti ci troviamo di fronte ad un prodotto ricco di conservanti.

panettone milanoPanettone: Il panettone deve avere la caratteristica forma a fungo, esternamente deve avere un bel colore dorato tendente al marroncino, non deve presentare zone ammaccate o troppo scure, sfasciatelo completamente dalla confezione ed apprezzatene l’uniformità di consistenza e di colore, all’interno invece la colorazione tende al giallo carico, il profumo di burro si fonde a quello degli agrumi, l’impasto è ben lievitato e la fetta risulta omogenea e non presenta fori larghi e profondi, i quali identificherebbero difficoltà nella lievitazione.Inoltre uvetta e canditi sono immersi e ben distribuiti sulla superficie della fetta,ed infine meglio preferire panettoni che in etichetta presentano una buona quantità di burro, uova di categoria extra e aromi naturali, quindi vera vaniglia e vera frutta candita.

pandoroPandoro: Nel pandoro la lievitazione avviene in più fasi e fornisce all’impasto un occhiatura omogenea e più fine rispetto al panettone. La cottura deve esser uniforme, diciamolo, siamo ormai stufi di dover scartare la base della fetta del pandoro perché e’ sistematicamente bruciata! L’esterno di color marroncino e mai asciutto, deve regalare un profumo inconfondibile di zucchero vanigliato e all’interno, l’impasto giallo paglierino, la consistenza omogenea e leggermente umida, conferiscono scioglievolezza ad ogni singolo morso.
Se volete fare un test provate a “strappare” un lembo della fetta, se si stacca portandosi dietro altro pandoro formando delle strisce, siamo di fronte ad un impasto di qualità’.

cavialeCaviale: Per chi se lo può permettere, il caviale è (insieme al tartufo) uno degli alimenti più pregiati ed ha la caratteristica di regalare un mix di sensazioni a chi ne sa apprezzare la complessità aromatica. Un caviale di qualità si riconosce non tanto dal colore, perché Vi sono diverse tipologie che provengono da razze differenti e che quindi hanno colori che vanno dal bianco-grigio al nero-bluastro, con svariate sfumature…quello che è importante è la freschezza del caviale, perche stiamo parlando di uova di un animale che se mal conservate o di cattiva qualità possono dare dei problemi invece di regalare delle gioie.
Quindi poniamo attenzione alle uova che non devono esser troppo grandi (attorno ai 2-3 mm), l’aspetto deve esser lucido, ciascuna sfera dovrebbe aver vita a sé e dovrebbe esser ben definita rispetto a quelle accanto, inoltre la superficie delle sfere e’ compatta, diffidate se il le sfere risultano molto ammaccate ed è presente molta sostanza gelatinosa.. Un altro aspetto importante è il sale, che se presente in grande quantità consente sì di aumentarne la conservabilita’, a discapito però della qualità delle uova, che non esprimerebbero al meglio le loro delicate note aromatiche. Infine ricordate che l’odore di pesce non deve esser nemmeno contemplato, al massimo e’ tollerato un leggero sentore di alga marina, anche se il vero sapore esce fuori in bocca, nel momento in cui si fanno esplodere le uova tra lingua e palato…

salmoneSalmone: Di salmone ormai siamo invasi, dai risto-china alle gastronomie, ne consumiamo in grandi quantità e la maggior parte del salmone in commercio proviene da allevamenti che addirittura sono in grado di ottenere diversi gradi di colore a seconda del tipo di mangime che gli danno, questo per iniziare a dire che il colore non e’ un indicatore di qualità. Per acquistare il salmone e’ importante tener conto del luogo di produzione, e’ meglio preferire salmoni che riportano la dicitura “pescati e lavorati” nello stesso luogo, piuttosto che in posti differenti, un altro aspetto importante è l’affumicatura che generalmente viene fatta iniettando un aroma chimico detto “fumo” direttamente nelle carni, mentre sarebbe preferibile scegliere un affumicatura naturale, quindi con vero fumo.
Per capire se e’ stata fatta un’affumicatura naturale in etichetta sara’ riportata la dicitura “affumicato con legno di….” Un altro aspetto importante e’ la salatura, che generalmente avviene per mezzo di una salamoia dove vengono immerse le carni, mentre e’ preferibile una “salatura a secco” che prevede l’utilizzo del sale direttamente sulle fette preservandone così le qualità organolettiche, ed anche questo aspetto e’ ben evidenziato in etichetta dai produttori seri. Alla vista è meglio preferire fette di salmone intere compatte e con strisce di grasso non troppo spesse nella fetta, inoltre è meglio evitare l’acquisto di salmone che presenta delle parti ingrigite o con i bordi che tendono al giallo-marroncino. La fetta deve esser uniforme e compatta, e per apprezzarne meglio le qualità è utile aprire la confezione qualche minuto prima dell’effettivo consumo.

spumanteSpumante: E qui la faccenda diventa più difficile…perche’ purtroppo per scegliere un buon spumante non ci è sufficiente guardare la bottiglia o l’etichetta, ma nella maggior parte dei casi l’unico modo e’ stapparlo ed in seguito assaggiarlo, per capire se ha dei difetti o se e’ un prodotto di qualità… Ma non ci diamo per vinti…perché ci sono alcuni indicatori (pochi, anzi pochissimi) che forse ci possono dare qualche garanzia in più’: anzitutto è meglio preferire vini DOC e DOCG che rispettano i disciplinari di produzione, inoltre e’ importante scegliere prodotti “metodo classico” o “champenoise”, che garantiscono una rifermentazione in bottiglia e presuppongono quindi, caratteristiche organolettiche più interessanti, poi non c’e’ da dimenticare l’anno di sboccatura che indica quanto tempo e’ passato dalla data in cui la bottiglia e’ stata ritappata per il successivo consumo a quando la state comprando e cio’ e’ un indice di freschezza del prodotto, ovviamente non sono tollerati tappi diversi dal classico sughero a forma di fungo ed infine la dicitura “millesimato” da sola non significa niente, mentre insieme all’anno sta a significare che per quel prodotto hanno utilizzato uve esclusivamente di quella precisa annata, e ciò e’ un altro indice di qualità. Non ne faccio mai una questione di prezzo, ma in questo caso e’ utile dire che difficilmente troveremo un prodotto di qualità con un prezzo a bottiglia inferiore ai 7 euro.
Una volta nel bicchiere, uno spumante metodo classico sprigiona diverse bollicine fini che risalgono il bicchiere con eleganza e mai troppo velocemente, al naso e’ pulito netto floreale e/o fruttato e in bocca ha una leggara nota acida che rinfresca la bocca, mentre il delicato scoppiettare delle bollicine non infastidisce le vie retronasali, lasciando invece spazio ad un altro sorso, che difficilmente risulterà amaro.

Questi sono solamente alcuni degli alimenti più’ consumati nel periodo natalizio, si potrebbe parlare di torroni…frutta secca…tortellini in brodo….ma se dovessi andare avanti a scrivere di questo passo…mi ritroverei, senza accorgermene, al periodo pasquale… in cui avrei piacere di parlarvi invece di come scegliere un uovo di cioccolato di qualità’ o come riuscire a digerire una colomba senza che Vi rimanga a volare nello stomaco…ma questo e’ tutto un altro articolo…

Non mi resta che augurarvi un felice natale, per voi e per il vostro palato…

Buonavita

 

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