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La Credenza di Merlino

Il magico mondo del gusto

Mercatino Europeo a Genova Caricamento, quanto ci costa l’Europa

Euro brezel       porco allo spiedo       mortadella gigante
Buongiorno…good morning…bounjour..guten tag…insomma…non si sa più’ che lingua parlare in questa Europa, varrebbe la pena concentrarsi e studiare un’unica lingua che vada bene a tutti gli Europei (e non venite a raccontarmi che c’e’ gia’ l’Inglese..), così forse riusciremmo a capirci di più anche in ambito enogastronomico..
Infatti, se ve la siete persa, si e’ da poco conclusa la kermesse dedicata alle specialità enogastroniche dell’UE
In piazza Caricamento a Genova, avreste potuto deliziare le Vs papille con carni argentine, cucina messicana, tacos, burritos, nachos,ecc…

Messicano euro stand    carne argentina     paella spagnola congelata     paella spagnola pentolone
oppure assaporare anche specialità della nostra bella Italia quali arancini siciliani, liquirizia calabrese, lampredotto toscano, focaccia genovese ecc..
E se qualcuno in questo momento stesse pensando ad un mio errore di scrittura, perché i prodotti argentini e messicani e le loro rispettive nazioni non fanno parte dell’Unione Europea…vorrei tranquilizzarvi sul fatto che non si tratta affatto di un errore.
Gli stand in questione c’erano eccome.. e (come gli altri) cercavano di accaparrarsi a fatica qualche cliente.
Perché’ il bello del commercio e’ proprio questo…unire tutto in un grande consumo di massa a discapito del reale obiettivo della manifestazione stessa.
Qualcuno potrebbe pensare che non ci siano abbastanza nazioni in Europa per soddisfare tutta la superficie dell’interminabile piazza Caricamento…o qualche altro magari preferirebbe vedere paesi come Svezia, Portogallo o Finlandia che nulla hanno da invidiare in termini di Street Food…
ma con Messicano e Angus..si sa’…il successo e’ assicurato..
E’ un po’ come il Churrasco, che dove lo metti ci sta sempre…ormai lo potete trovare anche nei ristoranti Cino/giapponesi tra una portata di sushi e una di sashimi..
Ma va be’ dai…l’importante e’ assaggiare cose nuove, e conoscere altre culture ..no?
Volutamente non mi esprimo sui banchi dei prodotti liguri, per rispetto alla nostra città dove ci sono grandi produttori di pesto e di focaccia, che evidentemente preferiscono altre fiere per dimostrare le loro capacità.
Mi soffermerei invece sull’offerta straniera, che rappresenta il fulcro della manifestazione: dapprima mi imbatto in uno stand di biscotti bretoni dove mi accoglie una ragazza francese con un sorriso catarinfragente, mi fermo qualche istante per ammirare il suo sorriso ed inebriarmi del profumo di burro proveniente dalle ceste dei biscotti sottostanti.

Biscotti bretoni
Le frolle bretoni conosciute per la loro friabilita’, sono in questo caso di diverso tipo e forma, un po’ per incuriosire ed un po’ per aumentare il peso (e quindi il prezzo) del sacchetto che avrai a disposizione e che potrai riempire a tuo piacimento.
In mezzo a tutte queste tipologie le domande sorgono immediate, ma le risposte non sono altrettanto veloci..anzi si può dire che le risposte siano assenti e siano sostituite dal sorriso stampato sulla faccia che non da’ alcun cenno di cedimento…ripropongo la domanda riformulata in altra maniera…ed ancora di risposta ricevo lo stesso sorriso ma nulla di udibile..allora mi fermo a riflettere che forse non le ho fatto la domanda giusta..infatti quando finalmente ho capito la domanda giusta che era “parlez vous Italien? Lei ha finalmente risposto…di No! E contestualmente e’ immediatamente sparito anche il sorriso dalla faccia..
A quel punto sia lei, presa dall’imbarazzo, ed io, dallo sconforto, ci ritroviamo a non sapere piu’ come procedere ed io prendo l’iniziativa parlandole in francese, lei si rilassa e mi spiega con vero entusiasmo le sue specialita…pago e mi allontano, pensando alla signora dopo di me che bisbigliava in dialetto genovese con il marito “cosse sun sti anghesi chie? Me paggian pizzette..atru che biscotti..” e già’ fantasticavo sulla conversazione che avrebbe intrattenuto con la nostra sorridente francesina…
Diciamo che il primo approccio per conoscere nuove culture, pare che possa funzionare solo per coloro che abbiano la fortuna di parlare loro lingua…e’ un peccato che pero’ non ci si tenga in contatto anche dopo l’esperienza d’acquisto..perche’ si avrebbe modo garbatamente e (sempre nella loro lingua) di dirgli che 10 euro per una quindicina di biscotti molli e umidi..sono un po’ esagere’..
Si passa ben presto all’offerta della “Casa della patata” (kartoffelhaus) che nulla a che vedere col soddisfare un instinto eterosessuale (seppur lecito, specie dopo aver consumato alcune birre alla spina), ma bensì nel consumare il noto tubero tagliato ad elica, fritto e sapientemente condito con sale e paprica dolce…
kartoffelhaus       patatina fritta paprika       patatina fritta elica
una vera genialata commerciale: alla modica cifra di 5 euro hai la possibilità di degustare questa patata fritta, che una volta cotta occupa più’ spazio della cassetta dalla quale proviene…pero’hai la possibilità di aggiungere una salsa a piacere, che su quella composizione unta e difficilmente approcciabile, ti aggiunge quella difficoltà degna di un videogioco d’azione e che forse ti consente di essere più soddisfatto una volta terminato il tutto.
Ovviamente non e’ possibile comunicare neppure con questo banco, infatti alla richiesta di avere una spolverata di sale, l’addetto cospargeva le patate di paprika, alla seconda richiesta la storia si e’ ripetuta’ in maniera identica, alla terza invece dopo aver tentato in tutte le lingue che conosci e dopo aver ricevuto nuovamente una spolverata sempre di paprika, ti arrendi..e ti allontani con in mano le tue patate, che ormai appaiono abbronzate da tanto rossore..
Le sorprese non finiscono…in ultimo infatti mi imbatto in un curioso stand che propone crepe alla Canapa…si avete capito bene…una crepes vegana a base di farina di canapa senza latte e burro.

Piadina alla canapaLa farcitura e’ rigorosamente vegetariana, ma l’aspetto di quella che era in esposizione, per s/fortuna, non mi ha dato quell’incentivo necessario ad ordinarne una..
In conclusione, dopo aver visto questo mercato, mi viene da pensare che sia una bella idea sulla carta, o per passare una serata in compagnia, un’idea che nella pratica pero’ cede troppo spazio alla voglia di “fare cassetto”, mentre ci si aspetterebbe più’ informazioni da parte dei rappresentanti dei diversi paesi e maggior disponibilità’ nell’invogliare il pubblico a conoscere le interessanti realtà’ proposte.
Altrimenti, se rimane solo un nuovo modo per fare business, la prossima edizione sara’ sufficiente cambiargli nome e magari inserire qualche Hamburgheria e qualche Chiringuito qua’ e la’, per rendere tutto perlomeno più’ modaiolo.

Ma d’altra parte si sa’, essere Europei è un motivo di orgoglio a prescindere…no?
Buona vita

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Ermanno Merlino

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