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La Credenza di Merlino

Il magico mondo del gusto

Birra

BIRRA

  1. Gli ingredienti base per produrre la birra sono : Acqua ( è l’ingrediente principale )– Malto di orzo e/o di frumento ( cereali ) – Luppolo ( pianta che con i suoi fiori contribuisce a dare amaro e aroma alla birra ) – Lievito ( microorganismi che attivano il processo di fermentazione, ossia trasformano gli zuccheri in alcool e anidride carbonica ). In molte birre industriali vengono utilizzati cereali diversi come il mais ed il riso al posto dell’orzo, e al posto dei fiori di luppolo vengono utilizzati delle essenze e degli aromi di luppolo. Tutto questo ovviamente per ridurre i costi di produzione ed ottimizzare i processi.
  2. La birra cruda è una birra che non è stata pastorizzata e quindi identifica un prodotto meno lavorato industrialmente che conserva molte delle proprietà nutritive originarie del prodotto. Ci troviamo di fronte ad una birra più genuina e con un profilo aromatico più complesso ed interessante, perché se da una parte il processo di pastorizzazione aiuta a stabilizzare i prodotti e a limitarne la proliferazione batterica, per contro toglie a quest’ultimi anche parte dei loro principi nutritivi rendendo così i prodotti piatti e molto simili tra loro.
  3. Il colore della birra è dato dalla miscela dei cereali utilizzati e da quanto questi cereali sono stati tostati. Dal mix di cereali tostati e non, si ottiene il colore della birra che ovviamente può avere molte gradazioni di colore, dal giallo paglierino, passando per l’ambrato, fino ad arrivare al nero catrame. E’ importante sapere che non vi è correlazione tra il colore ed il grado alcolico, infatti troveremo birre bionde da 9° e birre scure da 4°.
  4. La schiuma della birra che troviamo nel bicchiere è importante perché preserva la birra dall’ossidazione con l’aria, infatti crea un cappello che protegge il liquido sottostante. Inoltre una bella schiuma è spesso ( non sempre ) sinonimo di una birra sana, che quindi è stata prodotta e servita correttamente. Quindi…..Mai chiedere birra senza schiuma!
  5. Birra doppio malto non vuol dire nulla…o vuol dire poco. La definizione birra “doppio malto” è un invenzione del legislatore italiano per poter suddividere la tassazione dei diversi prodotti ( analcolica, light, speciale e doppio malto) che hanno un diverso contenuto zuccherino prima della fermentazione. Spiegarne gli aspetti tecnici sarebbe noioso e di difficile comprensione, ma la cosa interessante è che quindi non c’è alcun collegamento tra la denominazione ed il grado alcolico ( ad esempio possiamo trovare delle birre “doppio malto” che fanno 4° alcolici). Sul mercato i produttori si sono uniformati e le birre doppio malto o triplo malto che si trovano sono generalmente più alcoliche, l’importante è ricordare che non si tratta di una regola fissa ma di una classificazione fatta dal legislatore e soprattutto non c’entra nulla con la quantità di malto utilizzata.
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